aforisimi

Una serie di brani scelti dal libro Vivere per Qualcosa edizioni Le Fenici Rosse e Slow Food editore.

Di e con

-         Carlo Petrini, Sociologo fondatore Arcigola e in seguito Slow Food. Ambasciatore speciale per il programma Fame Zero

-         Luis Sepulveda, scrittore

-         Pepe Mujica, guerrigliero tupamaro ai tempi della dittatura, liberato nel 1985, Presidente dell’Uruguay dal 2010 al 2015. “Presidente più povero del mondo” ha fatto di lui un emblema della politica che mette al primo posto il bene comune

Carlo Petrini

Non è l’assenza di problemi che ci dà la felicità, al contrario fronteggiare difficoltà, di qualunque natura siano, mettersi in gioco per superarle, lottare per cambiare una situazione ingiusta, esplorare possibilità e scenari per scavalcare gli ostacoli, questa è l’essenza della felicità.

Migliaia di comunità di contadini, artigiani, pescatori, cuochi, pastori, nomadi, ricercatori, trasformatori, indigeni, attivisti. Persone umili, gente comune, che però portano negli occhi, sul volto, nelle parole, la forza immensa della consapevolezza che il loro lavoro quotidiano di tutela della biodiversità, di cura della terra, di condivisione con la comunità, di difesa dei diritti dei più deboli, è giusto e doveroso, qualunque sia il prezzo da pagare, di qualunque siano le forze contro cui è necessario lottare. Nei loro volti io ho visto, sempre, il bagliore della felicità. E lo sforzo che noi dobbiamo fare è quello di imparare come si fa, di imitare questo spirito, di farlo nostro per come possiamo, con le nostre fragilità e debolezze.

L’orto riporta in contatto con la terra le persone, i bambini in primis, ci costringe a prendere coscienza di quelli che sono i ritmi della natura, di quelle che sono le esigenze e le condizioni necessarie per renderla benevola e fruttifera. “Fare l’orto” significa riscoprire la stagionalità, le sementi autoctone, significa creare o ricreare situazioni di scambio, interazione e cooperazione non mercantilistica capace di generare nuova comunità.

Un cambiamento che ha come orizzonte e fine ultimo la Felicità. Tocca a noi e alle generazioni che oggi sono giovani o bambini perché in fin dei conti abbiamo tutti gli strumenti per costruire un mondo alternativo. Il principale e più potente di questi è senza dubbio l’educazione diffusa, universale, democratica, accessibile a tutti. “La felicità di domani passa per il lavoro che facciamo oggi per costruirci come uomini migliori e per ridelineare la nostra scala valoriale”.

“La felicità risiede nella serenità del fare le cose per bene, nel vivere per qualcosa che ha valore. E questo i contadini lo sanno meglio di chiunque altro, perché la terra è bassa e va curata, perché madre natura va rispettata perché possa dare frutti non solo oggi ma anche domani e dopo domani, perché c’è più tempo che spazio, come dice Papa Francesco”.

Quando l’impegno quotidiano ha una rilevanza sociale, unisce sforzi e interessi comuni, è volto a creare una comunità umana migliore a qualunque scala, ecco allora che si realizza un ulteriore salto di qualità. Si entra nella sfera dell’azione trasformativa, e allora inizia il bello.

Perché qui si gioca la partita della costruzione della giustizia, della ricerca dell’uguaglianza, dello sforzo comune è per garantire diritti a chi oggi non li ha o li vede calpestati. (…) “Questa è un’altra faccia della felicità”. La felicità che deriva dalla aggregazione e dalla condivisione, dal coraggio di affermare modelli alternativi e di lottare per metterli in pratica, dalla visione di un futuro che può essere migliore anche grazie alla nostra azione quotidiana se fatta con gli altri, se crea relazione nella militanza. Qui ci aiuta un poeta come Giorgio Gaber, il quale diceva che nessuno può essere libero e felice se non lo sono anche tutti gli latri.

“Libertà e Felicità”

La compassione va a braccetto con l’empatia, e l’empatia è quella che ci permette di metterci nei panni degli altri, di comprenderne conflitti e bisogni e quando ci sono compassione ed empatia il risultato non può che essere l’azione volta al cambiamento delle condizioni che opprimono l’uomo invece di dargli dignità, che calpestano la nostra esistenza invece che esaltarla.

La bellezza di pensare che possiamo essere protagonisti di un nuovo rinascimento, di un nuovo umanesimo che rimetta al centro la solidarietà come valore irrinunciabile del nostro esistere. L’alternativa è quella che Papa Francesco ha chiamato “la bancarotta dell’umanità”.

Luis Sepulveda

Per aiutarci a identificare ciò che si frappone tra noi e la Felicità, sia utile pensare all’idea delle “quattro libertà” proclamate dal presidente Franklin Delano Roosevelt come obiettivi irrinunciabili dell’Umanità: la libertà di espressione, la libertà di pensiero, la libertà dalla miseria; la libertà dalla paura. Credo che la felicità sia legata indissolubilmente alla libertà.

Pepe Mujica

Voglio rivolgermi in particolare ai ragazzi e alle ragazze, a quelli che stanno per iniziare l’università, e si trovano in una fase della loro esistenza in cui la strada da intraprendere si biforca. O subisci passivamente, o prendi in mano il timone della tua vita e la orienti, perché l’unica profonda differenza tra l’uomo e il resto degli animali è che l’uomo può entro certi limiti determinate la lotta della propria esistenza.

“Vivere una vita coerente con ciò che si pensa, e vivere come si pensa è la prima porta della felicità”.

“La felicità non può escludere la libertà, la felicità non è l’equivalente del piacere, la felicità è equilibrio fondamentalmente gioia di vivere, felicità è il canto degli uccelli all’alba, ringraziare la vita perché siamo vivi e poi via, a lottare per la vita per guadagnarsi il pane quotidiano”. (…) Lavorare per l’insieme della gente, lottare per il progresso.

Questo significa un passo avanti verso la felicità perché non c’è maggior felicità che guardarsi allo specchio e sentire di non aver tradito i propri sogni ed ideali, malgrado i colpi ricevuti e le trappole che ci tende la vita.

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